peeling mandelico

Peeling acido mandelico: sapevate che si può fare in ogni periodo dell’anno ed anche prima di esporsi al sole?

L’acido mandelico non è fotosensibile.

Quindi, può essere utilizzato tutto l’anno, anche quando aumenta l’esposizione ai raggi solari.

Che cos’è l’acido mandelico? 

E’ un derivato dell’estratto di mandorle amare che appartiene alla famiglia degli alfa idrossiacidi (AHA). E’ stato introdotto nell’uso dermatologico grazie alle esperienze maturate prima in America latina, poi negli Stati uniti, e quindi successivamente anche in Europa.

Da anni ormai è possibile verificarne, scientificamente, le caratteristiche salienti poiché è disponibile in forma pura, a concentrazioni note, o in associazione con molecole note.

Possiede una molecola molto grande, caratterizzata da un grande ingombro fisico che gli dona una bassa capacità di penetrazione, esercitando così un’azione di superficie.

L’acido mandelico presenta, rispetto ad altri peeling inoltre un effetto batteriostatico e sebostatico, effetti straordinari per migliorare la “texture” della cute; per tale motivo viene proposto come peeling chimico per trattare la cute anche affetta da acne.

Quali sono le sue applicazioni in estetica?

L’acido mandelico è stato oggetto di numerose ricerche in campo cosmetico grazie alle sue proprietà antibatteriche, depigmentanti ed esfolianti.

Si consiglia l’applicazione del peeling all’acido mandelico nei casi di:

  • trattamento dell’acne volgare, grazie alle sue proprietà antibatteriche, capaci di ridurre la proliferazione del Propionibacterium acnes,
  • trattamento dei comedoni (punti neri)
  • trattamento di pigmentazioni della pelle anomale e nel caso di melasma, cloasma e lentiggini
  • miglioramento di segni e sintomi legati all’acne pustolosa/papulosa
  • trattamento ricompattante della pelle asfittica e ptosica
  • rimedio contro le rughe superficiali e sottili
  • trattamento alternativo contro la rosacea, migliorando visibilmente i segni e i sintomi del disturbo

In conclusione il risultato ottenuto è riassunto da una pelle più flessibile, liscia, luminosa e dal tono più uniforme.

Peeling acido mandelico

L’acido mandelico si distingue per le straordinarie proprietà esfolianti e per i vantaggi che offre. E’ una sostanza  molto gradita per la sua (quasi totale) assenza di effetti collaterali e controindicazioni sulla pelle.

A differenza delle creme all’acido glicolico e dei prodotti preparati con altri alfa-idrossiacidi (esfolianti chimici), il peeling all’acido mandelico non è foto sensibilizzante, di conseguenza può essere applicato anche poche ore prima di esporsi al sole o di una seduta abbronzante.

Confrontandolo con l’acido glicolico, l’acido mandelico, una volta applicato sulla pelle, produce minor eritema, molte volte perfino impercettibile. Infatti, nella maggior parte dei casi, immediatamente dopo la stesura del prodotto su pelli sane, il paziente non accusa bruciore, pizzicore né tantomeno dolore.

Cosa fare dopo aver fatto un peeling con acido mandelico?

Dopo un peeling chimico all’acido mandelico si consiglia di applicare sulla pelle una generosa dose di crema ad azione emolliente e nutriente. Anche le creme formulate con estratti di piante ad azione lenitiva si rivelano un ottimo aiuto per la pelle.

Perché usare l’acido mandelico?

La struttura molecolare dell’acido mandelico è più grande rispetto quella dell’acido glicolico, il che lo rende ancora più tollerabile da parte della pelle, tanto che nonostante la sua minore irritazione, l’acido mandelico è in realtà più forte di quello glicolico.

Le qualità antibatteriche dell’acido aiutano a combattere ed eliminare i batteri che portano alla formazione di acne e grazie alle sue proprietà esfolianti il problema della congestione è tenuto a debita distanza.

L’uso regolare di acido mandelico migliora le condizioni della pelle poiché essa può nel frattempo beneficiare dell’azione antibiotica caratteristica dell’acido.